Labro 2026: The Dying Village That a Belgian Family Bought and Restored — The Lake Below, the Stone Walls, and Italy's Most Unlikely Happy Ending

Autore: La Redazione di www.tourleaderpro.com

Last updated: April 2026.

Labro (a frazione of approximately 430 inhabitants in the municipality of Labro, province of Rieti, Lazio — perched on a limestone spur at 660m altitude above the Lago di Piediluco, on the border between Lazio and Umbria) is the Italian hill village whose restoration story has become the reference model for the private rescue of abandoned Italian borghi: in the 1960s and 1970s, as depopulation emptied the village (the working-age population migrating to Rieti and Rome for industrial employment, leaving behind the elderly and the empty houses), a Belgian family — the Alexandres — purchased the entire village, restored it stone by stone over several decades using traditional materials and techniques, and created the most completely restored small medieval village in Lazio. The result: Labro is today a village of intact medieval architecture, inhabited by a mix of permanent residents and second-home owners who maintain the buildings in the restored condition, with the specific visual quality of a medieval borgo that has been saved from collapse without being transformed into a tourist infrastructure.

Labro: The Village and the Lake

The Restoration and the Alexandre Project

The Alexandre restoration of Labro (begun in the late 1960s, still ongoing in its maintenance phase) followed a specific methodology: the original stone of each building was preserved where structurally viable, the missing elements reconstructed using stone from the same local quarry, the rooflines and window proportions maintained at their historical dimensions, and the interiors modernized for habitation without altering the exteriors. The result is not a museum village (the houses are inhabited and privately owned) but a functioning medieval settlement in which the specific quality of the Lazio Apennine vernacular architecture is preserved in its essential character. The Alexandre family created a foundation that continues to manage the restoration of communal spaces.

Lago di Piediluco and the View

The Lago di Piediluco (the lake visible 200m below the Labro spur — one of the largest natural lakes in Lazio, at 375m altitude in the Nera river valley, bordered on the Umbrian side by the Marmore waterfalls complex) is the specific natural context that makes the Labro position extraordinary: the view from the Labro village terrace over the lake, the Umbrian mountains beyond, and (in clear conditions) the Cascata delle Marmore smoke in the distance is the defining Labro experience. The lake (rowing championships venue — Piediluco has the longest regatta course in Italy) is accessible for swimming and kayaking from the lakeside village below Labro.

Q&A: Labro

Can I stay in Labro?

Yes — several of the restored houses in Labro are available as holiday rentals (the Alexandre foundation manages some; others are privately rented through platforms like Airbnb). Staying in Labro rather than visiting for the day is the specific experience that reveals the village character: the morning mist over the lake at 7am, the evening light on the stone walls, the silence of a functioning village that is not a tourist destination. The nearest town for supplies: Rieti (15km north) or Terni (Umbria, 15km south via the Cascata delle Marmore road).

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Il Lazio Rurale: Paesaggi, Prodotti e la Provincia che Roma Nasconde

Il Lazio è la regione italiana il cui territorio extra-urbano è più sistematicamente ignorato a causa della presenza dominante di Roma nel discorso turistico nazionale e internazionale. Questa invisibilità è paradossalmente produttiva: il Lazio rurale (le province di Viterbo, Rieti, Frosinone, Latina — la corona di province che circondano la Città Metropolitana di Roma) è uno dei territori più autentici e meno touristificati della penisola italiana proprio perché non è mai stato oggetto delle pressioni commerciali che hanno trasformato la Toscana, l'Umbria, e il Veneto in destinazioni turistiche di massa. I paesaggi del Lazio rurale: i Monti Lepini (la catena calcarea tra Roma e il Mar Tirreno, con i borghi di Cori, Norma, Segni, Bassiano appollaiati sulle creste delle colline sopra la pianura Pontina); i Monti Ernici (la catena più interna, con Alatri, Boville Ernica, Ferentino — i borghi delle mura poligonali e delle chiese romaniche); la Tuscia viterbese (il plateau vulcanico a nord del Tevere, con i tufi, le cascate, i laghi vulcanici di Bolsena, Bracciano e Vico, e i borghi etruschi); e la Valle del Liri-Comino (la valle appenninica del Sud, con Sora, Atina, Cassino — il territorio della Ciociaria montana). Ogni zona produce il suo specifico paesaggio agricolo: l'olio extravergine dei Lepini e della Tuscia (la Sabina DOP, l'Olio di Gaeta DOP, la DOP Canino della Tuscia); il vino dei Castelli Romani (Frascati DOC, Marino DOC), dei Colli Lepini (Cori DOC) e della Tuscia (Est! Est!! Est!!! di Montefiascone DOC); il formaggio della Ciociaria (il Pecorino di Picinisco DOP, prodotto nei pascoli degli Ernici con il latte delle pecore che pascolano le erbe aromatiche appenniche).

Il calendario dell'anno agricolo laziale è il calendario che struttura il turismo autenticamente locale: la vendemmia di settembre-ottobre nei Castelli e nella Tuscia; la raccolta delle olive di novembre-dicembre su tutta la fascia collinare; il tartufo nero del Viterbese da dicembre a marzo; i formaggi primaverili della Ciociaria quando le pecore pascolano l'erba alta di maggio; le fragole di Nemi a giugno; i fichi d'India dell'estate nei Lepini. Il visitatore che organizza il viaggio nel Lazio intorno a questi cicli stagionali vede un Lazio completamente diverso da quello del circuito Roma-Napoli che la maggior parte dei turisti internazionali percorre.

Tommaso d'Aquino e la Scolastica: La Filosofia che Costruì l'Europa Medievale

La Scolastica (il metodo filosofico-teologico che le università medievali europee svilupparono tra l'XI e il XIV secolo per conciliare la ragione filosofica con la rivelazione cristiana — il nome dal latino "schola," la scuola, perché questo tipo di ragionamento era sviluppato nelle scholae, le cattedrale e le università medievali) è la tradizione intellettuale in cui Tommaso d'Aquino (1225-1274) occupa la posizione centrale e definitiva. Il metodo scolastico: la quaestio (la domanda precisa e formalmente posta), le objectiones (gli argomenti a favore della posizione avversaria, esposti nella loro forma più forte prima di essere confutati), la responsio (la risposta sistematica che distingue tra i diversi sensi della domanda), e le ad-objectiones (le risposte specifiche agli argomenti dell'avversario). Questo formato, nella sua Summa Theologiae (la sua opera principale, rimasta incompiuta alla sua morte nel 1274), Tommaso applica a oltre 3.000 questioni che spaziano dall'esistenza di Dio alla natura degli angeli alla teoria della guerra giusta alla natura della giustizia economica. La specificità tomista: Tommaso fu il primo teologo cristiano a integrare sistematicamente l'intera filosofia aristotelica (che era diventata disponibile in traduzione latina integrale solo nel XII-XIII secolo, tramite le traduzioni dall'arabo dei filosofi islamici Al-Farabi, Avicenna e Averroè) nella teologia cristiana — un progetto intellettuale di tale audacia che fu inizialmente condannato due volte (nel 1270 e nel 1277, tre anni dopo la sua morte) dalla Chiesa che poi lo canonizzò (1323) e lo dichiarò Dottore della Chiesa (1567). La sua filosofia morale — il tomismo — rimane la base ufficiale dell'insegnamento sociale della Chiesa Cattolica.

I Castelli Medievali del Lazio: Architettura Militare tra il Papa e il Re

Il Lazio medievale era un territorio di conflitto permanente tra il Papato e il Sacro Romano Impero (la disputa per l'investitura laica, che produsse il conflitto tra Guelfi e Ghibellini nell'Italia del XII-XIV secolo) e tra le grandi famiglie nobili romane (i Colonna, gli Orsini, i Caetani, i Savelli, i Conti — le famiglie il cui controllo delle fortezze e dei castelli del contado romano costituiva la vera struttura del potere nel Lazio medievale indipendentemente dal potere papale formale). I castelli del Lazio che sopravvivono in stato significativo formano un catalogo straordinariamente ricco di architettura militare medievale: il Castello di Sermoneta (Lepini — il castello dei Caetani poi degli Sforza, il meglio conservato castello medievale del Lazio, con il suo specifico appartamento papale e la sua struttura difensiva completa); il Castello Caetani di Fondi (con la specificità del castello-palazzo dove Bonifacio VIII nacque); la Rocca di Viterbo (la residenza papale del XIII secolo, quando i papi abbandonarono Roma per la Viterbo della curia e del conclave); la Rocca dei Conti Savelli a Ariccia; il Castello Orsini-Odescalchi di Bracciano (il grande castello-palazzo sul lago che è oggi il più richiesto venue matrimoniale del Lazio, affittato a coppie internazionali). La caratteristica del castello laziale medievale: la distinzione tra il cassero (il nucleo difensivo originario — la torre principale, il mastio, l'ultimo rifugio in caso di assalto) e il palazzo baronale (la residenza confortevole aggiunta nel XV-XVI secolo quando le famiglie nobili vollero comfort accanto alla difesa) è visibile in quasi tutti i castelli del Lazio e riflette la transizione storica dall'età del conflitto feudale all'età della corte rinascimentale.

Il Lazio Rurale: Paesaggi, Prodotti e la Provincia che Roma Nasconde

Il Lazio è la regione italiana il cui territorio extra-urbano è più sistematicamente ignorato a causa della presenza dominante di Roma nel discorso turistico nazionale e internazionale. Questa invisibilità è paradossalmente produttiva: il Lazio rurale (le province di Viterbo, Rieti, Frosinone, Latina — la corona di province che circondano la Città Metropolitana di Roma) è uno dei territori più autentici e meno touristificati della penisola italiana proprio perché non è mai stato oggetto delle pressioni commerciali che hanno trasformato la Toscana, l'Umbria, e il Veneto in destinazioni turistiche di massa. I paesaggi del Lazio rurale: i Monti Lepini (la catena calcarea tra Roma e il Mar Tirreno, con i borghi di Cori, Norma, Segni, Bassiano appollaiati sulle creste delle colline sopra la pianura Pontina); i Monti Ernici (la catena più interna, con Alatri, Boville Ernica, Ferentino — i borghi delle mura poligonali e delle chiese romaniche); la Tuscia viterbese (il plateau vulcanico a nord del Tevere, con i tufi, le cascate, i laghi vulcanici di Bolsena, Bracciano e Vico, e i borghi etruschi); e la Valle del Liri-Comino (la valle appenninica del Sud, con Sora, Atina, Cassino — il territorio della Ciociaria montana). Ogni zona produce il suo specifico paesaggio agricolo: l'olio extravergine dei Lepini e della Tuscia (la Sabina DOP, l'Olio di Gaeta DOP, la DOP Canino della Tuscia); il vino dei Castelli Romani (Frascati DOC, Marino DOC), dei Colli Lepini (Cori DOC) e della Tuscia (Est! Est!! Est!!! di Montefiascone DOC); il formaggio della Ciociaria (il Pecorino di Picinisco DOP, prodotto nei pascoli degli Ernici con il latte delle pecore che pascolano le erbe aromatiche appenniche).

Il calendario dell'anno agricolo laziale è il calendario che struttura il turismo autenticamente locale: la vendemmia di settembre-ottobre nei Castelli e nella Tuscia; la raccolta delle olive di novembre-dicembre su tutta la fascia collinare; il tartufo nero del Viterbese da dicembre a marzo; i formaggi primaverili della Ciociaria quando le pecore pascolano l'erba alta di maggio; le fragole di Nemi a giugno; i fichi d'India dell'estate nei Lepini. Il visitatore che organizza il viaggio nel Lazio intorno a questi cicli stagionali vede un Lazio completamente diverso da quello del circuito Roma-Napoli che la maggior parte dei turisti internazionali percorre.

Tommaso d'Aquino e la Scolastica: La Filosofia che Costruì l'Europa Medievale

La Scolastica (il metodo filosofico-teologico che le università medievali europee svilupparono tra l'XI e il XIV secolo per conciliare la ragione filosofica con la rivelazione cristiana — il nome dal latino "schola," la scuola, perché questo tipo di ragionamento era sviluppato nelle scholae, le cattedrale e le università medievali) è la tradizione intellettuale in cui Tommaso d'Aquino (1225-1274) occupa la posizione centrale e definitiva. Il metodo scolastico: la quaestio (la domanda precisa e formalmente posta), le objectiones (gli argomenti a favore della posizione avversaria, esposti nella loro forma più forte prima di essere confutati), la responsio (la risposta sistematica che distingue tra i diversi sensi della domanda), e le ad-objectiones (le risposte specifiche agli argomenti dell'avversario). Questo formato, nella sua Summa Theologiae (la sua opera principale, rimasta incompiuta alla sua morte nel 1274), Tommaso applica a oltre 3.000 questioni che spaziano dall'esistenza di Dio alla natura degli angeli alla teoria della guerra giusta alla natura della giustizia economica. La specificità tomista: Tommaso fu il primo teologo cristiano a integrare sistematicamente l'intera filosofia aristotelica (che era diventata disponibile in traduzione latina integrale solo nel XII-XIII secolo, tramite le traduzioni dall'arabo dei filosofi islamici Al-Farabi, Avicenna e Averroè) nella teologia cristiana — un progetto intellettuale di tale audacia che fu inizialmente condannato due volte (nel 1270 e nel 1277, tre anni dopo la sua morte) dalla Chiesa che poi lo canonizzò (1323) e lo dichiarò Dottore della Chiesa (1567). La sua filosofia morale — il tomismo — rimane la base ufficiale dell'insegnamento sociale della Chiesa Cattolica.

I Castelli Medievali del Lazio: Architettura Militare tra il Papa e il Re

Il Lazio medievale era un territorio di conflitto permanente tra il Papato e il Sacro Romano Impero (la disputa per l'investitura laica, che produsse il conflitto tra Guelfi e Ghibellini nell'Italia del XII-XIV secolo) e tra le grandi famiglie nobili romane (i Colonna, gli Orsini, i Caetani, i Savelli, i Conti — le famiglie il cui controllo delle fortezze e dei castelli del contado romano costituiva la vera struttura del potere nel Lazio medievale indipendentemente dal potere papale formale). I castelli del Lazio che sopravvivono in stato significativo formano un catalogo straordinariamente ricco di architettura militare medievale: il Castello di Sermoneta (Lepini — il castello dei Caetani poi degli Sforza, il meglio conservato castello medievale del Lazio, con il suo specifico appartamento papale e la sua struttura difensiva completa); il Castello Caetani di Fondi (con la specificità del castello-palazzo dove Bonifacio VIII nacque); la Rocca di Viterbo (la residenza papale del XIII secolo, quando i papi abbandonarono Roma per la Viterbo della curia e del conclave); la Rocca dei Conti Savelli a Ariccia; il Castello Orsini-Odescalchi di Bracciano (il grande castello-palazzo sul lago che è oggi il più richiesto venue matrimoniale del Lazio, affittato a coppie internazionali). La caratteristica del castello laziale medievale: la distinzione tra il cassero (il nucleo difensivo originario — la torre principale, il mastio, l'ultimo rifugio in caso di assalto) e il palazzo baronale (la residenza confortevole aggiunta nel XV-XVI secolo quando le famiglie nobili vollero comfort accanto alla difesa) è visibile in quasi tutti i castelli del Lazio e riflette la transizione storica dall'età del conflitto feudale all'età della corte rinascimentale.

Il Lazio Rurale: Paesaggi, Prodotti e la Provincia che Roma Nasconde

Il Lazio è la regione italiana il cui territorio extra-urbano è più sistematicamente ignorato a causa della presenza dominante di Roma nel discorso turistico nazionale e internazionale. Questa invisibilità è paradossalmente produttiva: il Lazio rurale (le province di Viterbo, Rieti, Frosinone, Latina — la corona di province che circondano la Città Metropolitana di Roma) è uno dei territori più autentici e meno touristificati della penisola italiana proprio perché non è mai stato oggetto delle pressioni commerciali che hanno trasformato la Toscana, l'Umbria, e il Veneto in destinazioni turistiche di massa. I paesaggi del Lazio rurale: i Monti Lepini (la catena calcarea tra Roma e il Mar Tirreno, con i borghi di Cori, Norma, Segni, Bassiano appollaiati sulle creste delle colline sopra la pianura Pontina); i Monti Ernici (la catena più interna, con Alatri, Boville Ernica, Ferentino — i borghi delle mura poligonali e delle chiese romaniche); la Tuscia viterbese (il plateau vulcanico a nord del Tevere, con i tufi, le cascate, i laghi vulcanici di Bolsena, Bracciano e Vico, e i borghi etruschi); e la Valle del Liri-Comino (la valle appenninica del Sud, con Sora, Atina, Cassino — il territorio della Ciociaria montana). Ogni zona produce il suo specifico paesaggio agricolo: l'olio extravergine dei Lepini e della Tuscia (la Sabina DOP, l'Olio di Gaeta DOP, la DOP Canino della Tuscia); il vino dei Castelli Romani (Frascati DOC, Marino DOC), dei Colli Lepini (Cori DOC) e della Tuscia (Est! Est!! Est!!! di Montefiascone DOC); il formaggio della Ciociaria (il Pecorino di Picinisco DOP, prodotto nei pascoli degli Ernici con il latte delle pecore che pascolano le erbe aromatiche appenniche).

Il calendario dell'anno agricolo laziale è il calendario che struttura il turismo autenticamente locale: la vendemmia di settembre-ottobre nei Castelli e nella Tuscia; la raccolta delle olive di novembre-dicembre su tutta la fascia collinare; il tartufo nero del Viterbese da dicembre a marzo; i formaggi primaverili della Ciociaria quando le pecore pascolano l'erba alta di maggio; le fragole di Nemi a giugno; i fichi d'India dell'estate nei Lepini. Il visitatore che organizza il viaggio nel Lazio intorno a questi cicli stagionali vede un Lazio completamente diverso da quello del circuito Roma-Napoli che la maggior parte dei turisti internazionali percorre.